Udine conserva alcuni dei capolavroi di Giambattista Tiepolo. Eccone una breve descrizione.
Tra le sue ultime opere, gli affreschi nell'Oratorio della purità: sul soffitto un Tiepolo sessantenne ritrae l'Assunzione della Vergine, mentre ai lati la mano disegnativa del figlio Giandomenico propone, in otto monocromi, episodi del vecchio e nuovo testamento, donando l'illusione di un bassorilievo grazie all'utilizzo della foglia d'oro applicata alla parete dipinta di grigio.
Il vero tripudio del Tiepolo si trova all'interno delle Gallerie del Museo Diocesano (da me visitate ben quattro volte) in cui regna l'abilità prospettica e il tratto dolce dell'artista allora trentenne.
Nella Sala del Tribunale i personaggi principali del Giudizio di Salomone si trovano ai lati dell'immagine e la scena quasi teatrale viene ritratta come se l'artista si trovasse ad un piano inferiore rispetto al palcoscenico rappresentato.
Tre le figure che guardano lo spettatore, come in attesa del suo intervento all'interno della raffigurazione drammatica.
La Galleria degli Ospiti è indubbiamente la sala più suggestiva: i colori tenui ed i tratti gentili illuminano il salone interamente affrescato.
In Sara visitata dall’angelo sembra percettibile la morbidezza delle piume delle ali; ne Il sacrificio di Isacco, il giovane ci insegue con occhi imploranti durante il tragitto; mentre nell'affresco centrale due figure ci fissano: il Tiepolo rende dunque l'osservatore protagonista stesso della scena, in quanto richiamato continuamente dalle figure da lui dipinte.
Nello scalone d'onore per rendere l'idea della caduta degli angeli ribelli il pittore modella alcune parti esterne al riquadro con lo stucco e le figure sembrano davvero uscire dall'opera.
Diversi amici, conoscendo la mia passione, mi hanno più volte consigliato di lavorare nel turismo.
Ebbene, dopo tanti anni ancora non lavoro nel settore, ma la curiosità di scoprire nuovi scorci, nuove attività e nuovi talenti della nostra Regione permane e sono pronta a condividere i miei racconti.