Per i "Lunedì dello Schmidl", il quinto appuntamento con «Fuori Scena» è dedicato alla Madama Butterfly di Giacomo Puccini che sarà in scena dal 2 al 12 aprile al “Verdi” di Trieste nell'allestimento della Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste per la regia di Alberto Triola. Sul podio il Maestro Concertatore e Direttore Giulio Prandi, maestro del Coro Paolo Longo. Al Gopcevich sarà il musicologo Francesco Cesari a raccontare Madama Butterfly col supporto di esempi musicali e video.
Nel giugno del 1900, dopo aver assistito al Duke of York’s Theatre di Londra alla tragedia in un atto ‘Madama Butterfly’ di David Belasco (tratta da un racconto dello scrittore americano John Luther Long), Giacomo Puccini decise di farne il soggetto della sua sesta opera. Si mise al lavoro l’anno successivo, dopo essersi documentato minuziosamente sui vari elementi orientali che voleva inserire nella composizione ed averne fatto partecipi i librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. Venne adiuvato anche dall'attrice giapponese Sada Yacco e dalla moglie dell’ambasciatore nipponico in Italia, che gli descrissero usi e costumi del popolo orientale. Il debutto avvenne al Teatro ‘Alla Scala’ il 17 febbraio 1904. Nonostante un cast di rilievo l’opera fece un clamoroso fiasco, decritto da Puccini come “un vero linciaggio”. Revisionata, ebbe l'imperituro successo che conosciamo. Oggi definiremmo il plot una storia di “turismo sessuale”. Nagasaki, inizio '900: Pinkerton, giovane ufficiale di marina statunitense, si unisce in un “matrimonio a tempo” con una geisha quindicenne, Cho Cho San, che abbandona dopo un mese. Butterfly mette al mondo il figlio dell'amatissimo Pinkerton e attende fiduciosa il suo ritorno. Passano tre anni, informato infine della paternità dal console Sharpless, Pinkerton torna a Nagasaki per prendere il bambino, accompagnato dalla moglie americana Kate. Butterfly, ferita nell'onore e nei sentimenti, si uccide come aveva fatto suo padre con una spada da samurai. Troppo tardi Pinkerton comprende l'errore che ha fatto. Tra le pagine musicali più famose ricordiamo le arie di Butterfly “Un bel dì vedremo” e “Tu, tu, piccolo iddio”, la romanza di Pinkerton “Addio fiorito asil”, il duetto “Bimba dagli occhi pieni di malia” e il coro a bocca chiusa del secondo atto.
Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili. Consigliata la prenotazione (indicando nome, cognome, recapito telefonico) all'indirizzo di posta elettronica info@amiciliricaviozzi.it
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